Osservatorio Politico

 

 

12 12 2009

Il ministro Matteoli ha proposto nel bel mezzo dello svolgimento della conferenza sul clima di Copenaghen  di aumentare il limite di velocità a 150 km/h ! Il ministro Matteoli è stato anche ministro dell’ambiente! Non si rende conto che un’auto lanciata a 150 all’ora consuma proporzionalmente molto di più di una macchina lanciata a 130? E tutta questa energia sprecata contribuisce all’inquinamento dell’atmosfera? Al di là della infelice scelta del momento di lanciare la sua proposta, noi ambientalisti di destra e di sinistra  pensiamo che il mondo si salva (forse) con l’indicazione di diminuire i consumi, non di aumentarli. Quindi noi ambientalisti scomodi abbiamo scritto questa lettera su quello che si discute o si dovrebbe discutere durante la conferenza. La lettera è lunga, quindi chi non ha tempo o voglia, la legga quando ne ha. Noi la metteremo sulle pagine della filosofia, della politica e dell’attualità. Chi vuole rispondere,  risponda. Metteremo la sua risposta o una sintesi nella prossima lettera e/o sul blog.

 

 

I PUNTI FERMI DI UN RAGIONAMENTO SULL’ENERGIA

 

Ecologia

1)     Più aumenta il numero degli uomini sulla terra più aumenta l’esigenza di energia

2)     Più aumenta il numero degli uomini sulla terra più aumenta l’inquinamento

3)     Uno sviluppo illimitato di una popolazione in un mondo limitato non è possibile sia qualitativamente che quantitativamente. Oggettivamente ci sono dei limiti allo sviluppo.

4)     Lo sviluppo di alcuni si basa sul rallentamento allo sviluppo di altri

 

Sociale, economia, politica

5)     Gli uomini, nel passato ed anche ora, si sono organizzati e si organizzano in stati, nazioni, partiti, movimenti, raggruppamenti, poli, organizzazioni varie, religioni, cosche, mafie, famiglie che solo a parole promuovono solidarietà, giustizia ed amicizia. In effetti si combattono fra di loro per l’egemonia ed il potere per fare in modo di sopravanzare gli altri raggruppamenti per avere per se maggior potere e per paura di subire dai più forti ciò che loro, per questi motivi,  fanno subire ai più deboli. Per questi motivi combattono fra di loro con vari tipi di guerra. Le guerre vanno dalle guerre economiche fatte con armi economiche ( danaro, banche ecc) a quelle più cruente fatte con le armi convenzionali ed NBC.

6)     L’esigenza di confort e la produzione di manufatti, spesso superflui, fanno consumare molta quantità di energia. Anche gli uomini dei popoli emergenti pretendono un maggior confort ed un maggior numero di manufatti. Quindi si consuma sempre di più.

7)     Il costo di questa energia deve quindi essere il più basso possibile per dare più facilmente confort e vendere i propri manufatti al meno possibile, pena l’uscita dal mercato ( e quindi la morte della propria attività produttiva e di conseguenza la perdita di potere e di posizione)

 

Economia, ecologia, chimica e fisica

 

8)     Quasi tutte le produzioni di energia sporcano l’ambiente. L’inquinamento può essere attuale (combustibili - gas serra incidente sull’atmosfera) e potenziale (nucleare da fissione -  scorie)

9)     Solo alcune forme di produzione sporcano di meno: eolico, solare, idroelettrico, nucleare da fusione

10) Dal punto di vista del costo, le produzioni di energia che sporcano di più (combustibile e nucleare), sono quelle che costano di meno (se non si considerano, però, i costi per ripulire l’ambiente dove i rifiuti vengono gettati). Il nucleare da fusione al momento non è attuabile. Il nucleare da fusione fredda (attuabile) è controverso. Secondo gli scriventi lo sviluppo di quest’ultimo sarebbe una delle migliori soluzioni al problema.(naturalmente crediamo che a Copenaghen non se ne parli !)

11) Ora dopo duecento anni di produzioni energia con i combustibili fossili, i nodi stanno per venire al pettine. Cioè dobbiamo pagare i debiti che i nostri nonni, dall’800 in poi, bruciando una enorme quantità di combustibili fossili, ci hanno lasciato. Dobbiamo ripulire l’atmosfera o almeno dobbiamo fare in modo che questa non si sporchi di più, pena: “un mondo diverso da quello precedente”. Il fattore che per primo ha risentito del dissennato consumo di combustibili fossili è il clima. Il fattore climatico rischia di mescolare e stravolgere le zone climatiche. Anche qui oltre a quelli che ci rimettono e cioè tutti coloro che sono nelle fasce temperate che si desertificheranno, può darsi che ci sia qualcuno che ci guadagna (si pensi ad esempio agli abitanti di una Siberia temperata). La modifica del fattore climatico comporta e comporterà anche stress climatici maggiori ed in maggior numero (Uragani, nevicate, siccità) in zone non abituate a tali condizioni.

12) Il motivo di tutto ciò è determinato dal fatto che l’anidride carbonica generata dalla combustione negli ultimi duecento anni, ma anche gli altri gas serra, assorbono l’infrarosso in misura maggiore dell’ultravioletto e visibile. Quindi i raggi del sole che entrano principalmente come ultravioletto, visibile ed infrarosso, poi, giunti sulla superficie terrestre vengono riflessi da questa, principalmente come infrarosso. Gli infrarossi in entrata ed in uscita, a differenza di prima, incontrano una maggior concentrazione di molecole di gas serra ( CO2 e CH4 ecc.), ed una maggiore  difficoltà ad uscire negli spazi siderali. Questa energia, trattenuta dall’atmosfera, ne aumenta la temperatura. Sulle cause dell’innalzamento della temperatura dell’atmosfera ci sono invero altre teorie, ma la maggioranza della comunità scientifica propende che l’aumento brusco (negli ultimi 100 anni) della temperatura sia dovuto proprio all’aumento della concentrazione dei gas serra. (d’altra parte erano 40 anni che la comunità scientifica ne parlava e ne preconizzava)  Quindi più energia in atmosfera, più stress climatici, più ghiacci che si sciolgono, più innalzamento del livello del mare.( città costiere condannate a morte).

13)   Non è facile diminuire l’anidride carbonica che già risiede nell’atmosfera. I meccanismi di abbattimento sono principalmente di natura chimico - fisica  (piogge) e fotochimica (fotosintesi clorofilliana). La prima porta giù l’anidride carbonica in grande quantità senza modificarla dal punto di vista chimico, la seconda intrappola il carbonio in molecole che fanno parte della biomassa ( quindi un abbattimento più stabile che aumenta la capacità del serbatoio di carbonio nel ciclo del carbonio). Quindi due i principali fenomeni di abbattimento, ma ambedue hanno il difetto di avvenire solo nelle vicinanze della superficie terrestre, rispettivamente 6-7000 metri e 50 metri. E le molecole lontane dalla superficie che stanno in alto e che comunque partecipano all’effetto serra sono difficili da abbattere.

 

Tentativi di soluzione

 

Se il meccanismo socio economico resta quello attuale, l’energia è un’arma con la quale si sale la hit parate delle nazioni. E’ difficile che del consumo di energia che è legato al PIL ne venga promosso l’abbattimento (chi è il politico che proporrebbe di diminuire lo sviluppo del proprio stato). Le nazioni che non ne hanno, hanno tentato di svilupparne tutte le forme possibili infischiandosene dell’ambiente. Vedi ad esempio la Francia che ne vende (la nucleare) a  molti. Non solo quindi è difficile moderarsi, ma appunto per questo, è difficile negarla da un punto di vista logico agli altri che tentano di salire la Hit parade.  Gli emergenti ( India e Cina) si domandano: ma perché ora che anche noi abbiamo imboccato la strada dello sviluppo dobbiamo essere repressi da coloro che ne hanno consumata tanta per arrivare a dove sono e seguitano a consumarne di più?

Per quanto riguarda poi il capitolo nucleare ci si domanda: come fanno gli USA con alle spalle le loro centrali nucleari a negarla ad esempio all’Iran?

La risposta circa il consumo di atmosfera e quindi solo all’aspetto combustione è questa: Si è vero il mondo sviluppato ne ha  consumata e quindi abusato per tanti anni quando non si sapeva, ma ora che si sa, tutti ne debbono consumare di meno !!

Se su questo punto ci fosse un accordo (ma non c’è), si dovrebbe gradualmente diminuire il consumo, ma il fatto che l’energia è di fatto un arma, presuppone accordi multilaterali in cui i firmatari si dovrebbero privare di energia a basso costo, Ma chi si fida? Ad esempio la Francia si dovrebbe privare del suo nucleare considerando che l’ambiente sottoposto a rischio dalle sue centrali non è solo il suo, ma è quello europeo e  quello mondiale, la Polonia dovrebbe privarsi del suo carbone, in cambio di che?

L’Iran dovrebbe non portare avanti il suo programma nucleare. Insomma la problematica è simile a quella dei trattati di non proliferazione o, in questo caso, di dismissione di centrali e/o di tecnologie. Ma chi comincia per primo?

Invero l’Italia tempo fa ha fatto, su una spinta popolare, la rinuncia unilaterale al nucleare, ma ora sembra pentirsi di ciò che ha fatto, per due motivi. La rinuncia la nucleare senza rinunciare al livello di consumo, ha portato sicuramente ad un aumento di inquinamento atmosferico dovuto alla combustione delle sue centrali. La rinuncia al nucleare ha favorito le nazioni concorrenti che producono gli stessi manufatti e lo stesso confort dell’Italia (vedi ad esempio la Francia) inoltre si è perduto un know how che potrebbe essere sempre utile. Anzi la soluzione adottata dalla Francia sembra essere addirittura più positiva per il malessere dell’atmosfera che è il pericolo più prossimo in termini temporali per il nostro ambiente.

 

Quindi non è stato tanto efficace stabilire con un referendum la cessazione di un tipo di produzione senza stabilire un tetto di energia da superare valido per tutte le nazioni. E’ chiaro che se non c’è un limite al tetto da superare, la maggior parte dell’energia prodotta avviene a spese di altre produzioni più inquinanti da combustione. Paradossalmente l’unica nazione che potrebbe facilmente adeguarsi ad un tetto di carbonio prodotto è proprio la Francia. Potrebbe facilmente, ad esempio, elettrificare i trasporti senza passare dalla fase di produzione di elettricità con il carbonio come sarebbe costretta l’Italia se volesse fare la stessa cosa

Quindi una soluzione per l’atmosfera potrebbe essere proprio quella nucleare, esattamente il contrario di quella che vogliono gli ambientalisti classici.

Quindi le soluzioni per l’atmosfera potrebbero essere: Stabilire un tetto di carbonio emesso per abitante. Certo i paesi sopra sviluppati che sono abituati a consumare moltissima energia per abitante dovrebbero risparmiare carbonio e per far questo possono utilizzare le produzioni che non lo producono che sono: Eolico, solare, nucleare e fra queste il nucleare è quella attualmente di gran lunga più efficace. Gli altri paesi in via di sviluppo che non consumano tanto (pro capite) potrebbero ancora per poco usare tecnologie carbonio inquinanti, poi, una volta sviluppati, dovrebbero adeguarsi al trend carbonio - carente.

 

Un indicazione precisa che dovrebbe uscire da Copenaghen dovrebbe essere una tassazione mondiale sul carbonio emesso che dovrebbe essere riscossa dalla banca mondiale o dall’ONU e con la quale si scoraggiano i consumi carbonivori e che finanzi le nazioni che facciano politiche di sviluppo sostenibile. Ad esempio una tassa del 5% su tutto il carbonio combusto permetterebbe lo sviluppo del fotovoltaico e dell’ eolico ed in misura minore del nucleare. ( minore perché anche se è vero che il nucleare riduce il problema dell’atmosfera, produce molti altri problemi con cui l’uomo e le future generazioni avranno a che fare e quindi va sfavorito sui tempi lunghi rispetto alle altre fonti alternative).

 

Indicazioni futuribili

 

1)     Politiche di contenimento delle nascite

2)     Politiche di cambiamento radicale della mobilità : No al mezzo privato, si al mezzo Pubblico- privato [ ad esempio macchine private elettriche su mezzi collettivi (un solo motore)  lungo le principali direttrici di marcia come tapis roulant o treni]

3)     Tetti di energia. Un uomo del mondo sviluppato consuma più o meno la stessa quantità di aria (in litri) di un uomo del mondo in via di sviluppo, ma consuma diecimila volte di più in termini di energia (calorie). Quindi forse sarebbe bene stabilire un tetto pro capite per nazione non solo di carbonio ma anche di energia. Questo perché ogni caloria prodotta con produzioni sempre più o meno inquinanti, inquina l’ambiente di tutti.

4)     Meno carne nelle diete dell’uomo Il consumo di carne aumenta considerevolmente il consumo di energia

5)     Risparmio energetiche per via chimica la ricerca chimica e la ricerca in genere producono soluzioni per diminuire il consumo di energia

6)     Repressione al consumo L’eccesso di consumo, oltre i limiti del giusto, tende a sporcare l’ambiente, quindi chi lo fa partecipa ad un reato ambientale, quindi va sanzionato o almeno deve pagare di più, cioè partecipare di più alla lotta dell’uomo per il suo ambiente. Questo è un concetto che va contro i concetti abituali. Ma visto che il modo di fare economia finora ci ha portato a questi disastri ambientali, dobbiamo intraprendere una via rivoluzionaria per salvare la barca della terra. Reprimere il consumo! Capito Matteoli!?

 

Il CDR

 

21-11-2009

 

Politica e Ambiente

ACQUA

 Abbiamo anticipato questa lettera perchè non potevamo ignorare la storia dell'ACQUA. Il nostro simbolo come tutti sanno è da molti anni il simbolo dell'acqua H2O

L'acqua dolce è fuor di dubbio un bene essenziale per la vita dell'uomo. Forse il secondo dopo l'aria.

L'acqua deve essere considerata, anche in una nazione "civile" come l''Italia, un bene pubblico. Cioè un bene di facile acquisizione. Non è che in italia l'acqua dolce manchi, anzi essendo l'Italia in zona temperata, l'acqua c'è. Anche se in questi ultimi tempi, con l'aumentare della desertificazione, in certi periodi dell'anno ed in certe zone si hanno delle forti carenze di acqua.

La differenza fra l'acqua che cade sul nostro territorio e quella disponibile al rubinetto è però enorme. Qualche tempo fa in sede di comitato scientifico si era sognato di un acquedotto marino adriatico che almentasse,  con l'acqua che il Po butta in mare, ma anche con l'acqua dell'Albania, tutta la costa adriatica ed oltre, fino alla Sicilia. I costi secondo noi non erano affatto superiori a quelli del Ponte sullo Stretto.

Queste ci sembravano le "Grandi Opere" che qualsiasi governo (Prodi o Berlusconi) dovesse e potesse prioritariamente fare, questo ci sembrava una sorta di federalismo solidale: Dare da bere con l'acqua di regioni fortunate alle popolazioni assetate ed ai campi aridi di altre regioni.

 

FAME ED ACQUA

 

Che dire poi delle rappresentazioni teatrali che sono concomitantemente andate in scena a Roma a Viale Aventino (FAO), dove si è "parlato" che per risolvere il problema della fame bisogna spingere sull'agricoltura e non sulle biotecnologie. E già e l'acqua dove la mettiamo?....

L'agricoltura ha bisogno di acqua! Pensiamo a ridare una pennellata di verde al deserto del Sahara alimentandolo con acquedotti Marini dove si possono riversare miliardi di metri cubi di acqua che nella zona temperata vengono lasciati riversare impunemente a mare. Secondo noi gli acquedotti marini "costano poco" rispetto ai servizi che possono rendere. E servono molto di più degli aiuti alimentari prodotti nel mondo occidentale, delle adozioni a distanza dei bambini poveri e malnutriti. Sistemi con cui c' è sempre qualcuno che si arricchisce, ma che non hanno mai risolto nessun problema.

Cazzo diamogli l'acqua!! e vedrete che interromperemo anche i flussi migratori. Possibile che non c'è un partito nazionale, trasnazionale che veda più in la del proprio naso... diamogli l'acqua!

 

L'ACQUA Di CASA NOSTRA

 

Il governo in carica, quello delle "cose concrete"...., l'ha fatto nel frattempo una leggina sull'acqua.., ma che leggina? Ha detto che i comuni possono affidare la gestione dell'acqua solo a società che abbiano una certa percentuale di privato nella proprietà !!

Questo invero non è un fatto negativo. Il pubblico troppo spesso, quando agisce in regime di monopolio, è sinonimo di inefficienza ed una spruzzatina di privato che mette il pepe all'efficienza potrebbe essere anche una cosa valida.

Purtroppo la legge così come  è stata approvato sembra che non risolva il problema della quantità e qualità di acqua che arriverà ai cittadini. Una legge così al massimo potrà risolvere il problema della quantità di soldi che arriveranno nelle tasche di alcuni soliti noti. Aumenterà il prezzo (quello si) dell'acqua del rubinetto.

Dobbiamo produrre tanta acqua a costi bassi! dobbiamo non farcela sfuggire dagli acquedotti!  Con l'attuale legge l'acqua disponibile non aumenterà, ma salirà solo di prezzo.

 

Insomma il governo Berlusconi invece di fare un operazione da bottegai poteva imitare, come "Grandi Opere", in presenza di una sofferenza da carenza idrica, un illustre predecessore. (anche noi e forse anche i partiti di sinistra sarebbero stati d' accordo) .

 

Quando alla fine degli anni venti si cominciò a notare una sorta di possibilità di carenza alimentare, Mussolini decise un operazione faraonica pubblica: La bonifica dell'Agro Pontino. Milioni di ettari coltivabili furono strappati alla malaria e resi disponibili. Lo fece con investimenti pubblici. Ed ancora oggi quella zona alimenta quasi la metà della popolazione italiana! 

Se vogliamo risolvere i futuri problemi idrici che anche in italia si evidenzieranno (e che non verranno assolutamenti risolti con l'attuale leggina), dobbiamo volare alto caro Silvio!

Dobbiamo imitare ciò che ha fatto Benito..., altro che mettere tutto nelle mani di  Andrea!...(?)

 

 

  

Osservatorio politico

 

L’osservatorio politico di ANCEA vuole essere una sponda, per quanto possibile indipendente, agli occhi di chi è troppo occupato fra provette ed alambicchi, computer e calcoli e rischia di lasciarsi sopraffare dalle testate delle multinazionali imperanti. Tutti i soci, amici, simpatizzanti possono “reagire” alle nostre osservazione scrivendoci.

 

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Osservazioni politiche del 03 luglio 2009

La tragedia  Di Viareggio

Ci scrive il collega Massimo Castellari

 

Le tragedie sono sempre annunciate; solo che, se si annunciano, siamo allarmisti e catastrofisti  ma se insistiamo con gli annunci rischiamo di essere denunciati per procurato allarme come è successo alla persona che avvisò del terremoto in Abruzzo. Stiamo, quindi, zitti e preghiamo ma rischiamo la denuncia per omessa denuncia. Applichiamo la logica e il ragionamento scientifico e commentiamo quanto accaduto a Viareggio ma che poteva accadere in qualsiasi stazione di transito.

 

 

Il GPL, non è la Trinitroglicerina che esplode anche al minimo urto. Il Propano liquido esplode se la pressione interna ai contenitori supera il valore che non dovrebbe superare che è quello garantito dalle pareti e conformazione dei contenitori e il loro riempimento. Quando uno squarcio causa la fuoriuscita di questo gas ad alta pressione e quindi alta concentrazione e incidentalmente una scintilla innesca la combustione, allora dalla esplosione si propagano le fiamme della combustione.

Le regole sul trasporto su gomma sono riportate sulle norme europee del trasporto di merci pericolose ADR, mentre su rotaia RID. Le regole ci sono, i corsi si tengono, gli ispettori esistono e quindi perché gli incidenti avvengono? Semplicemente perché c’è un gran menefreghismo politico sui pericoli ambientali e quelli sulla salute pubblica. Tranne il fumo delle sigarette che continuano a vendere.  Veleni,esplosivi,materiali radioattivi o infetti,rifiuti tossici e sostanze infiammabili viaggiano sotto i nostri occhi e sotto i nostri nasi e sopra le nostre teste.

Autostrade,ferrovie e navi trasportano questi distruttori di vite come se trasportassero Banane o Zucchero. Solo la velocità delle automobili è controllata e punita.

Solamente i divieti di sosta delle auto sono controllati. Sul litorale livornese che da Antignano va a Quercianella, passano continuamente e costantemente bombe su gomma. La tragedia viareggina poteva avvenire sulla ferrovia litoranea o su un tornante stradale. Le conseguenze,a causa dei venti e calura estiva ma anche siccità invernale sarebbero state enormemente più disastrose con inquinamenti del mare,avvelenamenti dei territori e morti in gran quantità. Ho scritto ai giornali e al comune di Livorno e Rosignano ma nessuno ha mai risposto. Ho scritto anche a Legambiente ed al WWF. Idem con patatine. Sono un chimico che fa le riflessioni di un comune cittadino ma la stampa e le persone responsabili alla prevenzione che sono nei consigli comunali snobbano senza domandarsi più di tanto la questione.

In tutte le istituzioni che hanno a che fare con la Chimica,comandano gli ingegneri. I CHIMICI SONO RELEGATI A SEMPLICI SERVITORI. Chi gestisce i grandi impianti di depurazione o stabilimenti? Gli ingegneri. Chi gestisce il rischio chimico nelle fabbriche? Chi tiene i corsi di formazione sulle merci pericolose?  Gli ingegneri e medici. I chimici sono quelli che con fatica gli danno i valori delle concentrazioni delle sostanze che hanno bisogno e basta. Tutti fanno i chimici ma non lo sono. Non esiste l’abuso della professione di Chimico. Solamente quella di Medico,Avvocato,Notaio e Ingegnere. Vero o falso? A proposito, riferendo ad un consigliere che faceva parte della giunta livornese,adesso assessore,la questione della costa livornese mi rispose: Con tutti i problemi che il comune ha………Bella roba!  Castellari Massimo